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Testo senza carattere di ufficialità - Note Legali - Pubblicato nell'ottobre 2005 su autorizzazione dell'autore
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La responsabilità degli amministratori della Srl

dopo la riforma del 2003.

 

del Dott. Alessandro Allaria

 

Gli amministratori sono legati alla società da un

rapporto giuridico di incarico professionale ,secondo

lo schema pattizio del mandato, col quale si obbligano

al curarne la gestione in base alla indicazioni

dell’assemblea dei soci.

 

Costoro sono responsabili solidalmente verso la

società per i danni che le derivano dalla loro

inosservanza ai doveri derivanti dalla legge o dall’atto

costitutivo.

 

La loro responsabilità assume un diversa

configurazione dopo la Riforma societaria del 2003, a

secondo se si tratti di una Srl dove si fa riferimento

alla diligenza dell’uomo medio ovvero di una spa

dove il parametro di valutazione è la competenza

professionale richiesta dall’incarico.

 

Sempre tra le nuove disposizioni si evince la facoltà

riconosciuta ai singoli soci di effettuare ispezioni e

controlli , anche avvalendosi dell’assistenza di un

professionista di fiducia, onde sottoporre a controllo

l’operato degli amministratori e la tenuta dei libri

contabili.

 

C’è da precisare che l’unica beneficiaria dell’azione di

responsabilità è la società, la quale può anche

rinunciarvi ovvero di procedere ad una transazione

sempre che non vi sia l’opposizione di una parte dei

soci che rappresenti almeno 1/10 del capitale sociale.

 

La responsabilità degli amministratori viene meno

qualora riescano a dimostrare di essere esenti da

colpa, ovvero abbiano manifestato il proprio dissenso

al compimento dell’atto che per essere efficace deve

risultare dal libro delle decisioni degli amministratori.

 

Importante novità della novella del 2003 è quella di

sancire la responsabilità anche dei soci che abbiano

approvato od autorizzato gli atti di gestione, secondo

un principio per il quale la qualifica di amministratore

è connessa ad una posizione sostanziale ( c.d.

Amministratore di fatto).

 

Per quanto concerne i termini per l’esercizio

dell’azione di responsabilità non è sancita una precisa

scadenza e, pertanto non essendovi una disciplina

derogatoria, si applica la regola generale per la quale i

diritti si prescrivono in 5 anni. Tale termine inizia a

decorrere dal momento in cui il diritto poteva essere

esercitato e pertanto non bisogna fare riferimento al

suo materiale compimento, ma alla sua

esternalizzazione, essendo da tale momento che si

produce il danno per la società e quindi sorge il diritto

a richiederne il risarcimento

 

 

Alessandro Allaria
www.contrattiesocieta.com

 

 

 

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