Iusreporter.it - biblioteca e formazione giuridica
Iusreporter.it - Ricerca giuridica sul Web 2.0  

Il diritto in un solo click!
Ricerca giuridica on-line

IRdoc - biblioteca e formazione giuridica
Documenti, libri ed eventi formativi selezionati per i lettori di Iusreporter.it!



\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
á
á
Di admin (del 12/12/2007 @ 12:11:45, in Avvocati, linkato 2646 volte)

Iusreporter.it documenti

Viral Marketing in studi e professioni legali (II)

Oggi è possibile farsi pubblicità utilizzando i potenti strumenti che internet ci mette a disposizione, tra cui i portali di video sharing come youtube, googlevideo etc...
Clicca sulla freccia per far partire il filmato
Da www.formalex.it

 

Iusreporter blog Tag: ,
Technorati Tag: ,


Copyright www.iusreporter.it
Ricerca giuridica e diritto delle nuove tecnologie
Note legali
Testi senza carattere di ufficialità

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 

Iusreporter.it - Documenti

Nullità della citazione ex art. 164 c.p.c.

In questo filmato realizzato a Paestum si affrontano i problemi relative alla nullità della citazione, con particolare riferimento alla distinzione tra vocatio in ius e edictio actionis

 

 
Clicca sulla freccia per far partire il filmato
Da www.dirittoprivatoinrete.it
A cura di Claudio Mellone

 

 

Iusreporter blog Tag: , ,

Technorati Tag: ,

Copyright www.iusreporter.it
Ricerca giuridica e diritto delle nuove tecnologie
Note legali
Testi senza carattere di ufficialità
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 10/12/2007 @ 12:11:58, in Leggi, linkato 3057 volte)

Iusreporter.it - Documenti

DECRETO LEGISLATIVO 23 Ottobre 2007 , n. 221

Disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo
6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo, a norma
dell'articolo 7, della legge 29 luglio 2003, n. 229.

(GU 278 del 29/11/2007)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 29 luglio 2003, n. 229, recante interventi in
materia di qualita' della regolazione, riassetto normativo e
codificazione - Legge di semplificazione 2001, ed in particolare
l'articolo 7, concernente il riassetto in materia di tutela dei
consumatori, e l'articolo 20-bis;
Visto il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante
Codice del consumo, e successive modificazioni;
Visto l'articolo 1, comma 14, della legge 12 luglio 2006, n. 228,
di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge
12 maggio 2006, n. 173;
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
13 luglio 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 167 del
20 luglio 2006;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 190, recante
attuazione della direttiva 2002/65/CE relativa alla
commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori;
Visti gli articoli 19-bis e 31-bis del decreto-legge 30 dicembre
2005, n. 273, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio
2006, n. 51;
Visto il decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 146;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 13 settembre 2007;
Acquisito il parere della Conferenza unificata, ai sensi
dell'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
espresso nella riunione del 20 settembre 2007;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza dell'8 ottobre 2007;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 23 ottobre 2007;
Sulla proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro
per le politiche europee, di concerto con i Ministri per le riforme e
le innovazioni nella pubblica amministrazione, della giustizia,
dell'economia e delle finanze e della salute;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:
Art. 1.

Modifiche alle premesse del decreto legislativo 6 settembre 2005, n.
206

1. Al settimo capoverso delle premesse al decreto legislativo
6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo, di seguito
indicato, come "Codice del consumo", dopo le parole: "ai sensi
dell'articolo 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183" sono aggiunte le
seguenti: ", come modificato dal decreto legislativo 2 febbraio 2001,
n. 25, di attuazione della direttiva 1999/34/CE".




Art. 2.

Modifiche all'articolo 2 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n.
206

1. Al comma 2 dell'articolo 2 del Codice del consumo, dopo la
lettera c) e' inserita la seguente: "c-bis) all'esercizio delle
pratiche commerciali secondo principi di buona fede, correttezza e
lealta';".




Art. 3.

Modifiche all'articolo 3 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n.
206

1. Al comma 1 dell'articolo 3 del Codice del consumo, dopo le
parole: "presente codice" sono inserite le seguenti: " ove non
diversamente previsto,".
2. Al comma 1, lettera a), dell'articolo 3 del Codice del consumo,
dopo la parola: "imprenditoriale" sono inserite le seguenti:
",commerciale, artigianale".
3. Al comma 1, lettera c), dell'articolo 3 del Codice del consumo
dopo la parola: "imprenditoriale" sono inserite le seguenti:
",commerciale, artigianale".
4. Al comma 1, lettera d), dell'articolo 3 del Codice del consumo,
le parole: "articolo 115, comma 1" sono sostituite dalle seguenti:
"articolo 115, comma 2-bis".
5. Al comma 1, lettera e), dell'articolo 3 del Codice del consumo
dopo le parole: "fatto salvo quanto stabilito" sono inserite le
seguenti: "nell'articolo 18, comma 1, lettera c), e".




Art. 4.

Modifiche alla rubrica del titolo III, parte II, del decreto
legislativo 6 settembre 2005, n. 206

1. Alla rubrica del titolo III della parte II del Codice del
consumo, prima della parola: "Pubblicita" sono anteposte le seguenti:
"Pratiche commerciali,".




Art. 5.

Modifiche all'articolo 33 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206

1. Al comma 2, lettera a), dell'articolo 33 del Codice del consumo,
la parola: "dando" e' sostituita dalla seguente: "danno".




Art. 6.

Modifiche all'articolo 38 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206

1. Al comma 1 dell'articolo 38 del Codice del consumo, dopo le
parole: "previsto dal" e' inserita la seguente: "presente".




Art. 7.

Modifiche all'articolo 51 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206

1. Al comma 1, lettera a), dell'articolo 51 del Codice del consumo,
le parole: ", un elenco indicativo dei quali e' riportato
nell'allegato I" sono sostituite dalle seguenti: "di cui agli
articoli 67-bis e seguenti del presente Codice".




Art. 8.

Modifiche all'articolo 57 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206, come modificato dal decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 146

1. Il comma 2 dell'articolo 57 del Codice del consumo, come
modificato dall'articolo 2 del decreto legislativo 2 agosto 2007, n.
146, e' sostituito dal seguente: "2. Salve le sanzioni previste
dall'articolo 62, ogni fornitura non richiesta di cui al presente
articolo costituisce pratica commerciale scorretta ai sensi degli
articoli 21, 22, 23, 24, 25 e 26.".




Art. 9.

Inserimento della sezione IV-bis al capo I del titolo III della parte
III del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206

1. Dopo l'articolo 67 del Codice del consumo sono inseriti i
seguenti:
Sezione IV-bis

Commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori


Art. 67-bis


Oggetto e campo di applicazione

1. Le disposizioni della presente sezione si applicano alla
commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori,
anche quando una delle fasi della commercializzazione comporta la
partecipazione, indipendentemente dalla sua natura giuridica, di un
soggetto diverso dal fornitore.
2. Per i contratti riguardanti servizi finanziari costituiti da un
accordo iniziale di servizio seguito da operazioni successive o da
una serie di operazioni distinte della stessa natura scaglionate nel
tempo, le disposizioni della presente sezione si applicano
esclusivamente all'accordo iniziale. Se non vi e' accordo iniziale di
servizio, ma le operazioni successive o distinte della stessa natura
scaglionate nel tempo sono eseguite tra le stesse parti contrattuali,
gli articoli 67-quater, 67-quinquies, 67-sexies, 67-septies,
67-octies, 67-novies e 67-decies si applicano solo quando e' eseguita
la prima operazione. Tuttavia, se nessuna operazione della stessa
natura e' eseguita entro un periodo di un anno, l'operazione
successiva e' considerata come la prima di una nuova serie di
operazioni e, di conseguenza, si applicano le disposizioni degli
articoli 67-quater, 67-quinquies, 67-sexies, 67-septies, 67-octies,
67-novies e 67-decies.
3. Ferme restando le disposizioni che stabiliscono regimi di
autorizzazione per la commercializzazione dei servizi finanziari in
Italia, sono fatte salve, ove non espressamente derogate, le
disposizioni in materia bancaria, finanziaria, assicurativa, dei
sistemi di pagamento e di previdenza individuale, nonche' le
competenze delle autorita' indipendenti di settore.

Art. 67-ter.

Definizioni

1. Ai fini della presente sezione si intende per:
a) contratto a distanza: qualunque contratto avente per oggetto
servizi finanziari, concluso tra un fornitore e un consumatore ai
sensi dell'articolo 50, comma 1, lettera a);
b) servizio finanziario: qualsiasi servizio di natura bancaria,
creditizia, di pagamento, di investimento, di assicurazione o di
previdenza individuale;
c) fornitore: qualunque persona fisica o giuridica, soggetto
pubblico o privato, che, nell'ambito delle proprie attivita'
commerciali o professionali, e' il fornitore contrattuale dei servizi
finanziari oggetto di contratti a distanza;
d) consumatore: qualunque soggetto di cui all'articolo 3,
comma 1, lettera a) del presente codice;
e) tecnica di comunicazione a distanza: qualunque mezzo che, ai
sensi dell'articolo 50, comma 1, lettera b), del presente codice,
possa impiegarsi per la commercializzazione a distanza di un servizio
finanziario tra le parti;
f) supporto durevole: qualsiasi strumento che permetta al
consumatore di memorizzare informazioni a lui personalmente dirette
in modo che possano essere agevolmente recuperate durante un periodo
di tempo adeguato ai fini cui sono destinate le informazioni stesse,
e che consenta la riproduzione immutata delle informazioni
memorizzate;
g) operatore o fornitore di tecnica di comunicazione a distanza:
qualunque persona fisica o giuridica, pubblica o privata, la cui
attivita' commerciale o professionale consista nel mettere a
disposizione dei fornitori una o piu' tecniche di comunicazione a
distanza;
h) reclamo del consumatore: una dichiarazione, sostenuta da
validi elementi di prova, secondo cui un fornitore ha commesso o
potrebbe commettere un'infrazione alla normativa sulla protezione
degli interessi dei consumatori;
i) interessi collettivi dei consumatori: gli interessi di un
numero di consumatori che sono stati o potrebbero essere danneggiati
da un'infrazione.

Art. 67-quater.

Informazione del consumatore prima della conclusione del contratto a
distanza

1. Nella fase delle trattative e comunque prima che il consumatore
sia vincolato da un contratto a distanza o da un'offerta, gli sono
fornite le informazioni riguardanti:
a) il fornitore;
b) il servizio finanziario;
c) il contratto a distanza;
d) il ricorso.
2. Le informazioni di cui al comma 1, il cui fine commerciale deve
risultare in maniera inequivocabile, sono fornite in modo chiaro e
comprensibile con qualunque mezzo adeguato alla tecnica di
comunicazione a distanza utilizzata, tenendo debitamente conto in
particolare dei doveri di correttezza e buona fede nella fase
precontrattuale e dei principi che disciplinano la protezione degli
incapaci di agire e dei minori.
3. Le informazioni relative agli obblighi contrattuali, da
comunicare al consumatore nella fase precontrattuale, devono essere
conformi agli obblighi contrattuali imposti dalla legge applicabile
al contratto a distanza anche qualora la tecnica di comunicazione
impiegata sia quella elettronica.
4. Se il fornitore ha sede in uno Stato non appartenente all'Unione
europea, le informazioni di cui al comma 3 devono essere conformi
agli obblighi contrattuali imposti dalla legge italiana qualora il
contratto sia concluso.

Art. 67-quinquies.

Informazioni relative al fornitore

1. Le informazioni relative al fornitore riguardano:
a) l'identita' del fornitore e la sua attivita' principale,
l'indirizzo geografico al quale il fornitore e' stabilito e qualsiasi
altro indirizzo geografico rilevante nei rapporti tra consumatore e
fornitore;
b) l'identita' del rappresentante del fornitore stabilito in
Italia e l'indirizzo geografico rilevante nei rapporti tra
consumatore e rappresentante, quando tale rappresentante esista;
c) se il consumatore ha relazioni commerciali con un
professionista diverso dal fornitore, l'identita' del professionista,
la veste in cui agisce nei confronti del consumatore, nonche'
l'indirizzo geografico rilevante nei rapporti tra consumatore e
professionista;
d) se il fornitore e' iscritto in un registro commerciale o in un
pubblico registro analogo, il registro di commercio in cui il
fornitore e' iscritto e il numero di registrazione o un elemento
equivalente per identificarlo nel registro;
e) qualora l'attivita' del fornitore sia soggetta ad
autorizzazione, gli estremi della competente autorita' di controllo.

Art. 67-sexies.

Informazioni relative al servizio finanziario

1. Le informazioni relative al servizio finanziario riguardano:
a) una descrizione delle principali caratteristiche del servizio
finanziario;
b) il prezzo totale che il consumatore dovra' corrispondere al
fornitore per il servizio finanziario, compresi tutti i relativi
oneri, commissioni e spese e tutte le imposte versate tramite il
fornitore o, se non e' possibile indicare il prezzo esatto, la base
di calcolo del prezzo, che consenta al consumatore di verificare
quest'ultimo;
c) se del caso, un avviso indicante che il servizio finanziario
e' in rapporto con strumenti che implicano particolari rischi dovuti
a loro specifiche caratteristiche o alle operazioni da effettuare, o
il cui prezzo dipenda dalle fluttuazioni dei mercati finanziari su
cui il fornitore non esercita alcuna influenza, e che i risultati
ottenuti in passato non costituiscono elementi indicativi riguardo ai
risultati futuri;
d) l'indicazione dell'eventuale esistenza di altre imposte e
costi non versati tramite il fornitore o non fatturati da
quest'ultimo;
e) qualsiasi limite del periodo durante il quale sono valide le
informazioni fornite;
f) le modalita' di pagamento e di esecuzione, nonche' le
caratteristiche essenziali delle condizioni di sicurezza delle
operazioni di pagamento da effettuarsi nell'ambito dei contratti a
distanza;
g) qualsiasi costo specifico aggiuntivo per il consumatore
relativo all'utilizzazione della tecnica di comunicazione a distanza,
se addebitato;
h) l'indicazione dell'esistenza di collegamenti o connessioni con
altri servizi finanziari, con la illustrazione degli eventuali
effetti complessivi derivanti dalla combinazione.

Art. 67-septies.

Informazioni relative al contratto a distanza

1. Le informazioni relative al contratto a distanza riguardano:
a) l'esistenza o la mancanza del diritto di recesso conformemente
all'articolo 67-duodecies e, se tale diritto esiste, la durata e le
modalita' d'esercizio, comprese le informazioni relative all'importo
che il consumatore puo' essere tenuto a versare ai sensi
dell'articolo 67-terdecies, comma 1, nonche' alle conseguenze
derivanti dal mancato esercizio di detto diritto;
b) la durata minima del contratto a distanza, in caso di
prestazione permanente o periodica di servizi finanziari;
c) le informazioni relative agli eventuali diritti delle parti,
secondo i termini del contratto a distanza, di mettere fine allo
stesso prima della scadenza o unilateralmente, comprese le penali
eventualmente stabilite dal contratto in tali casi;
d) le istruzioni pratiche per l'esercizio del diritto di recesso,
comprendenti tra l'altro il mezzo, inclusa in ogni caso la lettera
raccomandata con avviso di ricevimento, e l'indirizzo a cui deve
essere inviata la comunicazione di recesso;
e) lo Stato membro o gli Stati membri sulla cui legislazione il
fornitore si basa per instaurare rapporti con il consumatore prima
della conclusione del contratto a distanza;
f) qualsiasi clausola contrattuale sulla legislazione applicabile
al contratto a distanza e sul foro competente;
g) la lingua o le lingue in cui sono comunicate le condizioni
contrattuali e le informazioni preliminari di cui al presente
articolo, nonche' la lingua o le lingue in cui il fornitore, con
l'accordo del consumatore, si impegna a comunicare per la durata del
contratto a distanza.

Art. 67-octies.

Informazioni relative al ricorso

1. Le informazioni relative al ricorso riguardano:
a) l'esistenza o la mancanza di procedure extragiudiziali di
reclamo e di ricorso accessibili al consumatore che e' parte del
contratto a distanza e, ove tali procedure esistono, le modalita' che
consentono al Consumatore di avvalersene;
b) l'esistenza di fondi di garanzia o di altri dispositivi di
indennizzo.

Art. 67-novies.

Comunicazioni mediante telefonia vocale

1. In caso di comunicazioni mediante telefonia vocale:
a) l'identita' del fornitore e il fine commerciale della chiamata
avviata dal fornitore sono dichiarati in maniera inequivoca
all'inizio di qualsiasi conversazione con il consumatore;
b) devono essere fornite, previo consenso del consumatore, solo
le informazioni seguenti:
1) l'identita' della persona in contatto con il consumatore e
il suo rapporto con il fornitore;
2) una descrizione delle principali caratteristiche del
servizio finanziario;
3) il prezzo totale che il consumatore dovra' corrispondere al
fornitore per il servizio finanziario, comprese tutte le imposte
versate tramite il fornitore o, se non e' possibile indicare il
prezzo esatto, la base di calcolo del prezzo, che consenta al
consumatore di verificare quest'ultimo;
4) l'indicazione dell'eventuale esistenza di altre imposte e/o
costi non versati tramite il fornitore o non fatturati da
quest'ultimo;
5) l'esistenza o la mancanza del diritto di recesso
conformemente all'articolo 67-duodecies e, se tale diritto esiste, la
durata e le modalita' d'esercizio, comprese le informazioni relative
all'importo che il consumatore puo' essere tenuto a versare ai sensi
dell'articolo 67-terdecies, comma 1.
2. Il fornitore comunica al consumatore che altre informazioni sono
disponibili su richiesta e ne precisa la natura. Il fornitore
comunica in ogni caso le informazioni complete quando adempie ai
propri obblighi ai sensi dell'articolo 67-undecies.

Art. 67-decies.

Requisiti aggiuntivi in materia di informazioni

1. Oltre alle informazioni di cui agli articoli 67-quater,
67-quinquies, 67-sexies, 67-septies e 67-octies sono applicabili le
disposizioni piu' rigorose previste dalla normativa di settore che
disciplina l'offerta del servizio o del prodotto interessato.
2. Il Ministero dello sviluppo economico comunica alla Commissione
europea le disposizioni nazionali sui requisiti di informazione
preliminare che sono aggiuntive rispetto a quelle di cui
all'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2002/65/CE.
3. Le autorita' di vigilanza del settore bancario, assicurativo,
finanziario e della previdenza complementare comunicano al Ministero
dello sviluppo economico le disposizioni di cui al comma 2, per le
materie di rispettiva competenza.
4. Le informazioni di cui al comma 2 sono messe a disposizione dei
consumatori e dei fornitori, anche mediante l'utilizzo di sistemi
telematici, a cura del Ministero dello sviluppo economico.

Art. 67-undecies.

Comunicazione delle condizioni contrattuali e delle informazioni
preliminari

1. Il fornitore comunica al consumatore tutte le condizioni
contrattuali, nonche' le informazioni di cui agli articoli 67-quater,
67-quinquies, 67-sexies, 67-septies, 67-octies, 67-novies e
67-decies, su supporto cartaceo o su un altro supporto durevole,
disponibile e accessibile per il consumatore in tempo utile, prima
che lo stesso sia vincolato da un contratto a distanza o da
un'offerta.
2. Il fornitore ottempera all'obbligo di cui al comma 1 subito dopo
la conclusione del contratto a distanza, se quest'ultimo e' stato
concluso su richiesta del consumatore utilizzando una tecnica di
comunicazione a distanza che non consente di trasmettere le
condizioni contrattuali ne' le informazioni ai sensi del comma 1.
3. In qualsiasi momento del rapporto contrattuale il consumatore,
se lo richiede, ha il diritto di ricevere le condizioni contrattuali
su supporto cartaceo. Inoltre lo stesso ha il diritto di cambiare la
tecnica di comunicazione a distanza utilizzata, a meno che cio' non
sia incompatibile con il contratto concluso o con la natura del
servizio finanziario prestato.

Art. 67-duodecies.

Diritto di recesso

1. Il consumatore dispone di un termine di quattordici giorni per
recedere dal contratto senza penali e senza dover indicare il motivo.
2. Il predetto termine e' esteso a trenta giorni per i contratti a
distanza aventi per oggetto le assicurazioni sulla vita di cui al
decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, recante Codice delle
assicurazioni private, e le operazioni aventi ad oggetto gli schemi
pensionistici individuali.
3. Il termine durante il quale puo' essere esercitato il diritto di
recesso decorre alternativamente:
a) dalla data della conclusione del contratto, tranne nel caso
delle assicurazioni sulla vita, per le quali il termine comincia a
decorrere dal momento in cui al consumatore e' comunicato che il
contratto e' stato concluso;
b) dalla data in cui il consumatore riceve le condizioni
contrattuali e le informazioni di cui all'articolo 67-undecies, se
tale data e' successiva a quella di cui alla lettera a).
4. L'efficacia dei contratti relativi ai servizi di investimento e'
sospesa durante la decorrenza del termine previsto per l'esercizio
del diritto di recesso.
5. Il diritto di recesso non si applica:
a) ai servizi finanziari, diversi dal servizio di gestione su
base individuale di portafogli di investimento se gli investimenti
non sono stati gia' avviati, il cui prezzo dipende da fluttuazioni
del mercato finanziario che il fornitore non e' in grado di
controllare e che possono aver luogo durante il periodo di recesso,
quali ad esempio i servizi riguardanti:
1) operazioni di cambio;
2) strumenti del mercato monetario;
3) valori mobiliari;
4) quote di un organismo di investimento collettivo;
5) contratti a termine fermo (futures) su strumenti finanziari,
compresi gli strumenti equivalenti che si regolano in contanti;
6) contratti a termine su tassi di interesse (FRA);
7) contratti swaps su tassi d'interesse, su valute o contratti
di scambio connessi ad azioni o a indici azionari (equity swaps);
8) opzioni per acquistare o vendere qualsiasi strumento
previsto dalla presente lettera, compresi gli strumenti equivalenti
che si regolano in contanti. Sono comprese in particolare in questa
categoria le opzioni su valute e su tassi d'interesse;
b) alle polizze di assicurazione viaggio e bagagli o alle
analoghe polizze assicurative a breve termine di durata inferiore a
un mese;
c) ai contratti interamente eseguiti da entrambe le parti su
esplicita richiesta scritta del consumatore prima che quest'ultimo
eserciti il suo diritto di recesso, nonche' ai contratti di
assicurazione obbligatoria della responsabilita' civile per i danni
derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, per
i quali si sia verificato l'evento assicurato;
d) alle dichiarazioni dei consumatori rilasciate dinanzi ad un
pubblico ufficiale a condizione che il pubblico ufficiale confermi
che al consumatore sono garantiti i diritti di cui
all'articolo 67-undecies, comma 1.
6. Se esercita il diritto di recesso, il consumatore invia, prima
dello scadere del termine e secondo le istruzioni che gli sono state
date ai sensi dell'articolo 67-septies, comma 1, lettera d), una
comunicazione scritta al fornitore, mediante lettera raccomandata con
avviso di ricevimento o altro mezzo indicato ai sensi
dell'articolo 67-septies, comma 1, lettera d).
7. Il presente articolo non si applica alla risoluzione dei
contratti di credito disciplinata dagli articoli 67, comma 6, e 77.
8. Se ad un contratto a distanza relativo ad un determinato
servizio finanziario e' aggiunto un altro contratto a distanza
riguardante servizi finanziari prestati da un fornitore o da un terzo
sulla base di un accordo tra il terzo e il fornitore, questo
contratto aggiuntivo e' risolto, senza alcuna penale, qualora il
consumatore eserciti il suo diritto di recesso secondo le modalita'
fissate dal presente articolo.

Art. 67-ter decies.

Pagamento del servizio fornito prima del recesso

1. Il consumatore che esercita il diritto di recesso previsto
dall'articolo 67-duodecies, comma 1, e' tenuto a pagare solo
l'importo del servizio finanziario effettivamente prestato dal
fornitore conformemente al contratto a distanza. L'esecuzione del
contratto puo' iniziare solo previa richiesta del consumatore. Nei
contratti di assicurazione l'impresa trattiene la frazione di premio
relativa al periodo in cui il contratto ha avuto effetto.
2. L'importo di cui al comma 1 non puo':
a) eccedere un importo proporzionale all'importanza del servizio
gia' fornito in rapporto a tutte le prestazioni previste dal
contratto a distanza;
b) essere di entita' tale da poter costituire una penale.
3. Il fornitore non puo' esigere dal consumatore il pagamento di un
importo in base al comma 1 se non e' in grado di provare che il
consumatore e' stato debitamente informato dell'importo dovuto, in
conformita' all'articolo 67-septies, comma l, lettera a). Egli non
puo' tuttavia in alcun caso esigere tale pagamento se ha dato inizio
all'esecuzione del contratto prima della scadenza del periodo di
esercizio del diritto di recesso di cui all'articolo 67-duodecies,
comma 1, senza che vi fosse una preventiva richiesta del consumatore.
4. Il fornitore e' tenuto a rimborsare al consumatore, entro
quindici giorni, tutti gli importi da questo versatigli in
conformita' del contratto a distanza, ad eccezione dell'importo di
cui al comma 1. Il periodo decorre dal giorno in cui il fornitore
riceve la comunicazione di recesso. L'impresa di assicurazione deve
adempiere alle obbligazioni derivanti dal contratto, concernenti il
periodo in cui il contratto medesimo ha avuto effetto.
5. Il consumatore paga al fornitore il corrispettivo di cui al
comma 1 e gli restituisce qualsiasi bene o importo che abbia ricevuto
da quest'ultimo entro quindici giorni dall'invio della comunicazione
di recesso. Non sono ripetibili gli indennizzi e le somme
eventualmente corrisposte dall'impresa agli assicurati e agli altri
aventi diritto a prestazioni assicurative.
6. Per i finanziamenti diretti principalmente a permettere di
acquistare o mantenere diritti di proprieta' su terreni o edifici
esistenti o progettati, o di rinnovare o ristrutturare edifici,
l'efficacia del recesso e' subordinata alla restituzione di cui al
comma 5.

Art. 67-quater decies.

Pagamento dei servizi finanziari offerti a distanza

1. Il consumatore puo' effettuare il pagamento con carte di
credito, debito o con altri strumenti di Pagamento, ove cio' sia
previsto tra le modalita' di pagamento, che gli sono comunicate ai
sensi dell'articolo 67-sexies, comma 1, lettera f).
2. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 12 del decreto-legge
3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge
5 luglio 1991, n. 197, l'ente che emette o fornisce lo strumento di
pagamento riaccredita al consumatore i pagamenti non autorizzati o
dei quali questi dimostri l'eccedenza rispetto al prezzo pattuito
ovvero l'effettuazione mediante l'uso fraudolento della propria carta
di pagamento da parte del fornitore o di un terzo. L'ente che emette
o fornisce lo strumento di pagamento ha diritto di addebitare al
fornitore le somme riaccreditate al consumatore.
3. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82, e successive modifiche ed integrazioni, sul valore
probatorio della firma elettronica e dei documenti elettronici, e' in
capo all'ente che emette o fornisce lo strumento di pagamento,
l'onere di provare che la transazione di pagamento e' stata
autorizzata, accuratamente registrata e contabilizzata e che la
medesima non e' stata alterata da guasto tecnico o da altra carenza.
L'uso dello strumento di pagamento non comporta necessariamente che
il pagamento sia stato autorizzato.
4. Relativamente alle operazioni di pagamento da effettuarsi
nell'ambito di contratti a distanza, il fornitore adotta condizioni
di sicurezza conformi a quanto disposto ai sensi dell'articolo 146
del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui
al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, avendo riguardo, in
particolare, alle esigenze di integrita', di autenticita' e di
tracciabilita' delle operazioni medesime.

Art. 67-quinquies decies.

Servizi non richiesti

1. Il consumatore non e' tenuto ad alcuna prestazione corrispettiva
in caso di fornitura non richiesta. In ogni caso, l'assenza di
risposta non implica consenso del consumatore.
2. Salve le sanzioni previste dall'articolo 67-septies-decies, ogni
servizio non richiesto di cui al presente articolo costituisce
pratica commerciale scorretta ai sensi degli articoli 21, 22, 23, 24,
25 e 26.

Art. 67-sexies decies.

Comunicazioni non richieste

1. L'utilizzazione da parte di un fornitore delle seguenti tecniche
di comunicazione a distanza richiede il previo consenso del
consumatore:
a) sistemi di chiamata senza intervento di un operatore mediante
dispositivo automatico;
b) telefax.
2. Le tecniche di comunicazione a distanza diverse da quelle
indicate al comma 1, quando consentono una comunicazione individuale,
non sono autorizzate se non e' stato ottenuto il consenso del
consumatore interessato.
3. Le misure di cui ai commi 1 e 2 non comportano costi per i
consumatori.

Art. 67-septies decies.

Sanzioni

1. Salvo che il fatto costituisca reato, il fornitore che
contravviene alle norme di cui alla presente sezione, ovvero che
ostacola l'esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore
ovvero non rimborsa al consumatore le somme da questi eventualmente
pagate, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria, per
ciascuna violazione, da euro cinquemila a euro cinquantamila.
2. Nei casi di particolare gravita' o di recidiva, nonche'
nell'ipotesi della violazione dell'articolo 67-novies decies,
comma 3, i limiti minimo e massimo della sanzione indicata al comma l
sono raddoppiati.
3. Le autorita' di vigilanza dei settori bancario, assicurativo,
finanziario e della previdenza complementare e, ciascuna nel proprio
ambito di competenza, accertano le violazioni alle disposizioni di
cui alla presente sezione e le relative sanzioni sono irrogate
secondo le procedure rispettivamente applicabili in ciascun settore.
4. Il contratto e' nullo, nel caso in cui il fornitore ostacola
l'esercizio del diritto di recesso da parte del contraente ovvero non
rimborsa le somme da questi eventualmente pagate, ovvero viola gli
obblighi di informativa precontrattuale in modo da alterare in modo
significativo la rappresentazione delle sue caratteristiche.
5. La nullita' puo' essere fatta valere solo dal consumatore e
obbliga le parti alla restituzione di quanto ricevuto. Nei contratti
di assicurazione l'impresa e' tenuta alla restituzione dei premi
pagati e deve adempiere alle obbligazioni concernenti il periodo in
cui il contratto ha avuto esecuzione. Non sono ripetibili gli
indennizzi e le somme eventualmente corrisposte dall'impresa agli
assicurati e agli altri aventi diritto a prestazioni assicurative. E'
fatto salvo il diritto del Consumatore ad agire per il risarcimento
dei danni.
6. Sono fatte salve le sanzioni previste nel decreto legislativo 30
giugno 2003, n. 196.

Art. 67-octies decies.

Irrinunciabilita' dei diritti

1. I diritti attribuiti al consumatore dalla presente sezione sono
irrinunciabili. E' nulla ogni pattuizione che abbia l'effetto di
privare il consumatore della protezione assicurata dalle disposizioni
della presente sezione. La nullita' puo' essere fatta valere solo dal
consumatore e puo' essere rilevata d'ufficio dal giudice.
2. Ove le parti abbiano scelto di applicare al contratto una
legislazione diversa da quella italiana, al consumatore devono
comunque essere riconosciute le condizioni di tutela previste dalla
presente sezione.

Art. 67-novies decies.

Ricorso giurisdizionale o amministrativo

1. Le associazioni dei consumatori iscritte all'elenco di cui
all'articolo 137, sono legittimate a proporre alle competenti
autorita' di vigilanza, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, al
fine di tutelare gli interessi collettivi dei consumatori, reclamo
per l'accertamento di violazioni delle disposizioni della presente
sezione.
2. Le associazioni dei consumatori iscritte all'elenco di cui
all'articolo 137, sono legittimate a proporre all'autorita'
giudiziaria l'azione inibitoria per far cessare le violazioni delle
disposizioni della presente sezione nei confronti delle imprese o
degli intermediari ai sensi dell'articolo 140.
3. Le autorita' di vigilanza nei settori bancario, assicurativo,
finanziario e della previdenza complementare, nell'esercizio dei
rispettivi poteri, anche al di fuori dell'ipotesi di cui al comma 1,
ordinano ai soggetti vigilati la cessazione o vietano l'inizio di
pratiche non conformi alle disposizioni della presente sezione.
4. Sono fatte salve, ove non espressamente derogate, le
disposizioni in materia bancaria, finanziaria, assicurativa e dei
sistemi di pagamento, ivi comprese le attribuzioni delle rispettive
autorita' di vigilanza di settore.

Art. 67-vicies.

Composizione extragiudiziale delle controversie

1. Il Ministero dell'economia e delle finanze, il Ministero dello
sviluppo economico ed il Ministero della giustizia, sentite le
autorita' di vigilanza di settore, possono promuovere, nell'ambito
degli ordinari stanziamenti di bilancio, l'istituzione di adeguate ed
efficaci procedure extragiudiziali di reclamo e di ricorso per la
composizione di controversie riguardanti i consumatori, conformi ai
principi previsti dall'ordinamento comunitario e da quello nazionale
e che operano nell'ambito della rete europea relativa ai servizi
finanziari (FIN NET).
2. Gli organi di composizione extragiudiziale delle controversie
comunicano ai Ministeri di cui al comma 1 le decisioni significative
che adottano sulla commercializzazione a distanza dei servizi
finanziari.

Art. 67-vicies semel.

Onere della prova

1. Sul fornitore grava l'onere della prova riguardante:
a) l'adempimento agli obblighi di informazione del consumatore;
b) la prestazione del consenso del consumatore alla conclusione
del contratto;
c) l'esecuzione del contratto;
d) la responsabilita' per l'inadempimento delle obbligazioni
derivanti dal contratto.
2. Le clausole che hanno per effetto l'inversione o la modifica
dell'onere della prova di cui al comma 1 si presumono vessatorie ai
sensi dell'articolo 33, comma 2, lettera t).

Art. 67-vicies bis.

Misure transitorie

1. Le disposizioni della presente sezione si applicano anche nei
confronti dei fornitori stabiliti in un altro Stato membro che non ha
ancora recepito la direttiva 2002/65/CE e in cui non vigono obblighi
corrispondenti a quelli in essa previsti.".




Art. 10.

Modifiche all'articolo 82 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206

1. Al comma 1 dell'articolo 82 del Codice del consumo le parole:
"articolo 83" e "articolo 84", sono sostituite, rispettivamente,
dalle seguenti: "articolo 84" e "articolo 83".




Art. 11.

Modifiche all'articolo 84 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206

1. Al comma 2 dell'articolo 84 del Codice del consumo, le parole:
"della presente sezione" sono sostituite dalle seguenti: "del
presente capo".




Art. 12.

Modifiche all'articolo 100 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206

1. Al comma 1 dell'articolo 100 del Codice del consumo, le parole:
"il Ministero delle attivita' produttive" sono sostituite dalle
seguenti: "la Presidenza del Consiglio dei Ministri".
2. Al comma 5 dell'articolo 100 del Codice del consumo, le parole:
" con decreto del Ministro delle attivita' produttive, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze" sono sostituite dalle
seguenti: "con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro
dell'economia e delle finanze".
3. Al comma 5 dell'articolo 100 del Codice del consumo, e' aggiunto
infine, il seguente periodo: "Fino alla data di entrata in vigore del
decreto di cui al presente comma, restano in vigore le disposizioni
di cui al decreto del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato 23 luglio 1999, n. 349.".




Art. 13.

Modifiche all'articolo 108 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206

1. Dopo il comma 3 dell'articolo 108 del Codice del consumo e'
aggiunto, in fine, il seguente: "3-bis". La procedura istruttoria per
l'adozione dei provvedimenti emanati ai sensi dell'articolo 107, e'
stabilita con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 1,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dell'Amministrazione
competente, in modo da garantire il contraddittorio, la piena
cognizione degli atti e la verbalizzazione.".




Art. 14.

Modifiche all'articolo 115 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206

1. La rubrica dell'articolo 115 del Codice del consumo e'
sostituita dalla seguente:
"Prodotto e produttore".
2. All'articolo 115 del Codice del consumo, dopo il comma 2 e'
aggiunto il seguente:
"2-bis. Produttore, ai fini del presente titolo, e' il fabbricante
del prodotto finito o di una sua componente, il produttore della
materia prima, nonche', per i prodotti agricoli del suolo e per
quelli dell'allevamento, della pesca e della caccia, rispettivamente
l'agricoltore, l'allevatore, il pescatore ed il cacciatore.".




Art. 15.

Modifiche all'articolo 130 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206

1. Al comma 7, lettera b), dell'articolo 130 del Codice del
consumo, le parole: "comma 6" sono sostituite dalle seguenti: "comma
5".
2. Al comma 9, lettera a), dell'articolo 130 del Codice del consumo
le parole: "comma 6" sono sostituite dalle seguenti: "comma 5".




Art. 16.

Modifiche all'articolo 139 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206

1. Al comma 1, primo periodo, dell'articolo 139 del Codice del
consumo, dopo la parola: "agire" sono inserite le seguenti: ", ai
sensi dell'articolo 140,".
2. Al comma 1, lettera a), dell'articolo 139 del Codice del
consumo, dopo le parole: "legge 6 agosto 1990, n. 223," sono inserite
le seguenti: ", e successive modificazioni, ivi comprese quelle di
cui al testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto
legislativo 31 luglio 2005, n. 177,".




Art. 17.

Modifiche all'articolo 140 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206

l. Al comma 1 dell'articolo 140 del Codice del consumo, dopo la
parola: "legittimati" sono inserite le seguenti: "nei casi ivi
previsti".




Art. 18.

Modifiche all'articolo 141 del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206

1. Il comma 2 dell'articolo 141 del Codice del consumo e'
sostituito dal seguente: "2. Il Ministro dello sviluppo economico,
d'intesa con il Ministro della giustizia, con decreto di natura non
regolamentare, detta le disposizioni per la formazione dell'elenco
degli organi di composizione extragiudiziale delle controversie in
materia di consumo che si conformano ai principi della
raccomandazione 98/257/CE della Commissione, del 30 marzo 1998,
riguardante i principi applicabili agli organi responsabili per la
risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo,
e della raccomandazione 2001/310/CE della Commissione, del 4 aprile
2001, concernente i principi applicabili agli organi extragiudiziali
che partecipano alla risoluzione extragiudiziale delle controversie
in materia di consumo. Il Ministero dello sviluppo economico,
d'intesa con il Ministero della giustizia, comunica alla Commissione
europea gli organismi di cui al predetto elenco ed assicura,
altresi', gli ulteriori adempimenti connessi all'attuazione della
risoluzione del Consiglio dell'Unione europea del 25 maggio 2000,
2000/C 155/01, relativa ad una rete comunitaria di organi nazionali
per la risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di
consumo.".
2. Al comma 3 dell'articolo 141 del Codice del consumo, le parole:
"articolo 4" sono sostituite dalle seguenti: "articolo 2, comma 4".




Art. 19.

Modifiche agli Allegati al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.
206

1. L'allegato I al Codice del consumo e' abrogato.




Art. 20.

Modifiche di denominazione

1. Ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 18 maggio
2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio
2006, n. 233, ogni riferimento nel Codice del consumo al Ministero o
Ministro delle attivita' produttive deve intendersi riferito al
Ministero o al Ministro dello sviluppo economico.




Art. 21.

Abrogazioni

1. Il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 190, recante
attuazione della direttiva 2002/65/CE relativa alla
commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori,
e' abrogato.




Art. 22.

Clausola di invarianza degli oneri

1. Le pubbliche amministrazioni provvedono alla attuazione delle
disposizioni del presente decreto legislativo utilizzando le risorse
umane, finanziarie e strumentali esistenti a legislazione vigente e
senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Il presente decreto, munito dei sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 23 ottobre 2007

NAPOLITANO

Prodi, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Bersani, Ministro dello sviluppo
economico
Bonino, Ministro per le politiche
europee
Nicolais, Ministro per le riforme e
le innovazioni nella pubblica
amministrazione
Mastella, Ministro della giustizia
Padoa Schioppa, Ministro
dell'economia e delle finanze
Turco, Ministro della salute

Visto, il Guardasigilli: Mastella

www.gazzettaufficiale.it

Copyright www.iusreporter.it
Ricerca giuridica e diritto delle nuove tecnologie
Note legali
Testi senza carattere di ufficialità. Consultazione gratuita

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 04/12/2007 @ 12:03:24, in Libri, linkato 2703 volte)
Iusreporter.it segnala ai suoi lettori:

Trattato pratico del risarcimento del danno


di SIROTTI GAUDENZI ANDREA

Aspetti e termini processuali - Responsabilità civile - Prove.
Con Cd-Rom per sistema operativo Windows 98 o successivi contenente: Formulario - Giurisprudenza integrale - Massimario.

2007, Maggioli Editore (LegaleCivile)


Trattato pratico del risarcimento del danno

€ 45,00 IVA inclusa

Il volume affronta, con taglio operativo, gli ASPETTI PROCESSUALI della responsabilità e del risarcimento del danno, evidenziando i TERMINI, le PROVE e la DOCUMENTAZIONE.
Diviso in tre sezioni, la prima affronta le diverse tipologie di danno: danno patrimoniale, morale, biologico, esistenziale, danno da perdita di chance e danni punitivi.
La seconda, invece, analizza particolari figure di responsabilità, come la responsabilità oggettiva, la responsabilità di minori e incapaci, la responsabilità del datore di lavoro, la responsabilità da attività pericolose.
La terza sezione, infine, entra nello specifico ambito delle diverse tipologie di danno e delle MODALIT╦ OPERATIVE DEL RISARCIMENTO: danno all'ambiente, danno da attività bancaria e finanziaria, da circolazione stradale, da eccessiva durata del processo, danni all'identità della persona, danno da inadempimento contrattuale, danno da responsabilità del magistrato, danni da mobbing, danno alla salute causato da operatori sanitari, danno da prodotto difettoso, da violazione della proprietà intellettuale e industriale, danno nello sport, danno da tecnologie informatiche, da violazione del diritto comunitario.
Ogni specifica voce di danno è così strutturata: TIPOLOGIE DI ILLECITO, NESSO DI CAUSALIT╦, ONERE DELLA PROVA.
Segue il focus di approfondimento giurisprudenziale e il formulario esemplificativo degli atti proponibili.
Il Cd-Rom allegato completa l'opera riportando le formule, compilabili e stampabili e la giurisprudenza di riferimento, in versione integrale e massimata, divisa per argomento.
Requisiti hardware e software
Sistema operativo Windows 98 o successivi
Browser Internet
Programma capace di editare documenti in formato RTF (es. Microsoft Word).


ISBN: 8838739145


Il volume è disponibile su Bol.it

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 03/12/2007 @ 11:48:31, in Leggi, linkato 3131 volte)

Iusreporter.it - Documenti

Decreto Legislativo 2 agosto 2007, n. 146

Attuazione della direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che modifica le direttive 84/450/CEE, 97/7/CE, 98/27/CE, 2002/65/CE, e il Regolamento (CE) n. 2006/2004


Gazzetta Ufficiale n. 207 del 6 settembre 2007


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Visto l'articolo 14, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la legge 25 gennaio 2006, n. 29, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2005 ed, in particolare, l'articolo 1 e l'allegato A;

Vista la direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che modifica la direttiva 84/450/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE, 98/27/CE e 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, nonche' il regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (´┐Żdirettiva sulle pratiche commerciali sleali´┐Ż);

Vista la direttiva 2006/114/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente la pubblicità ingannevole e comparativa (versione codificata);

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 27 luglio 2007;

Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia e dell'economia e delle finanze;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Delle pratiche commerciali scorrette

1. Gli articoli da 18 a 27 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo, sono sostituiti dai seguenti:

´┐ŻCAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 18.
Definizioni

1. Ai fini del presente titolo, si intende per:
a) "consumatore": qualsiasi persona fisica che, nelle pratiche commerciali oggetto del presente titolo, agisce per fini che non rientrano nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale;
b) "professionista": qualsiasi persona fisica o giuridica che, nelle pratiche commerciali oggetto del presente titolo, agisce nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale e chiunque agisce in nome o per conto di un professionista;
c) "prodotto": qualsiasi bene o servizio, compresi i beni immobili, i diritti e le obbligazioni;
d) "pratiche commerciali tra professionisti e consumatori" (di seguito denominate: "pratiche commerciali"): qualsiasi azione, omissione, condotta o dichiarazione, comunicazione commerciale ivi compresa la pubblicità e la commercializzazione del prodotto, posta in essere da un professionista, in relazione alla promozione, vendita o fornitura di un prodotto ai consumatori;
e) "falsare in misura rilevante il comportamento economico dei consumatori": l'impiego di una pratica commerciale idonea ad alterare sensibilmente la capacità del consumatore di prendere una decisione consapevole, inducendolo pertanto ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso;
f) "codice di condotta": un accordo o una normativa che non e' imposta dalle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative di uno Stato membro e che definisce il comportamento dei professionisti che si impegnano a rispettare tale codice in relazione a una o più pratiche commerciali o ad uno o più settori imprenditoriali specifici;
g) "responsabile del codice": qualsiasi soggetto, compresi un professionista o un gruppo di professionisti, responsabile della formulazione e revisione di un codice di condotta ovvero del controllo del rispetto del codice da parte di coloro che si sono impegnati a rispettarlo;
h) "diligenza professionale": il normale grado della specifica competenza ed attenzione che ragionevolmente i consumatori attendono da un professionista nei loro confronti rispetto ai principi generali di correttezza e di buona fede nel settore di attività del professionista;
i) "invito all'acquisto": una comunicazione commerciale indicante le caratteristiche e il prezzo del prodotto in forme appropriate rispetto al mezzo impiegato per la comunicazione commerciale e pertanto tale da consentire al consumatore di effettuare un acquisto;
l) "indebito condizionamento": lo sfruttamento di una posizione di potere rispetto al consumatore per esercitare una pressione, anche senza il ricorso alla forza fisica o la minaccia di tale ricorso, in modo da limitare notevolmente la capacità del consumatore di prendere una decisione consapevole;
m) "decisione di natura commerciale": la decisione presa da un consumatore relativa a se acquistare o meno un prodotto, in che modo farlo e a quali condizioni, se pagare integralmente o parzialmente, se tenere un prodotto o disfarsene o se esercitare un diritto contrattuale in relazione al prodotto; tale decisione può portare il consumatore a compiere un'azione o all'astenersi dal compierla;
n) "professione regolamentata": attività professionale, o insieme di attività professionali, l'accesso alle quali e il cui esercizio, o una delle cui modalità di esercizio, e' subordinata direttamente o indirettamente, in base a disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, al possesso di determinate qualifiche professionali.

Art. 19.
Ambito di applicazione

1. Il presente titolo si applica alle pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori poste in essere prima, durante e dopo un'operazione commerciale relativa a un prodotto.

2. Il presente titolo non pregiudica:
a) l'applicazione delle disposizioni normative in materia contrattuale, in particolare delle norme sulla formazione, validità od efficacia del contratto;
b) l'applicazione delle disposizioni normative, comunitarie o nazionali, in materia di salute e sicurezza dei prodotti;
c) l'applicazione delle disposizioni normative che determinano la competenza giurisdizionale;
d) l'applicazione delle disposizioni normative relative allo stabilimento, o ai regimi di autorizzazione, o i codici deontologici o altre norme specifiche che disciplinano le professioni regolamentate, per garantire livelli elevati di correttezza professionale.

3. In caso di contrasto, le disposizioni contenute in direttive o in altre disposizioni comunitarie e nelle relative norme nazionali di recepimento che disciplinano aspetti specifici delle pratiche commerciali scorrette prevalgono sulle disposizioni del presente titolo e si applicano a tali aspetti specifici.

4. Il presente titolo non e' applicabile in materia di certificazione e di indicazioni concernenti il titolo degli articoli in metalli preziosi.

CAPO II
PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE

Art. 20.
Divieto delle pratiche commerciali scorrette

1. Le pratiche commerciali scorrette sono vietate.

2. Una pratica commerciale e' scorretta se e' contraria alla diligenza professionale, ed e' falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che essa raggiunge o al quale e' diretta o del membro medio di un gruppo qualora la pratica commerciale sia diretta a un determinato gruppo di consumatori.

3. Le pratiche commerciali che, pur raggiungendo gruppi più ampi di consumatori, sono idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico solo di un gruppo di consumatori chiaramente individuabile, particolarmente vulnerabili alla pratica o al prodotto cui essa si riferisce a motivo della loro infermità mentale o fisica, della loro età o ingenuità, in un modo che il professionista poteva ragionevolmente prevedere, sono valutate nell'ottica del membro medio di tale gruppo. E' fatta salva la pratica pubblicitaria comune e legittima consistente in dichiarazioni esagerate o in dichiarazioni che non sono destinate ad essere prese alla lettera.

4. In particolare, sono scorrette le pratiche commerciali:
a) ingannevoli di cui agli articoli 21, 22 e 23 o
b) aggressive di cui agli articoli 24, 25 e 26.

5. Gli articoli 23 e 26 riportano l'elenco delle pratiche commerciali, rispettivamente ingannevoli e aggressive, considerate in ogni caso scorrette.

SEZIONE I
PRATICHE COMMERCIALI INGANNEVOLI

Art. 21.
Azioni ingannevoli

1. E' considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o e' idonea ad indurre in errore il consumatore medio riguardo ad uno o più dei seguenti elementi e, in ogni caso, lo induce o e' idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso:
a) l'esistenza o la natura del prodotto;
b) le caratteristiche principali del prodotto, quali la sua disponibilità, i vantaggi, i rischi, l'esecuzione, la composizione, gli accessori, l'assistenza post-vendita al consumatore e il trattamento dei reclami, il metodo e la data di fabbricazione o della prestazione, la consegna, l'idoneità allo scopo, gli usi, la quantità, la descrizione, l'origine geografica o commerciale o i risultati che si possono attendere dal suo uso, o i risultati e le caratteristiche fondamentali di prove e controlli effettuati sul prodotto;
c) la portata degli impegni del professionista, i motivi della pratica commerciale e la natura del processo di vendita, qualsiasi dichiarazione o simbolo relativi alla sponsorizzazione o all'approvazione dirette o indirette del professionista o del prodotto;
d) il prezzo o il modo in cui questo e' calcolato o l'esistenza di uno specifico vantaggio quanto al prezzo;
e) la necessità di una manutenzione, ricambio, sostituzione o riparazione;
f) la natura, le qualifiche e i diritti del professionista o del suo agente, quali l'identità, il patrimonio, le capacità, lo status, il riconoscimento, l'affiliazione o i collegamenti e i diritti di proprietà industriale, commerciale o intellettuale o i premi e i riconoscimenti;
g) i diritti del consumatore, incluso il diritto di sostituzione o di rimborso ai sensi dell'articolo 130 del presente Codice.

2. E' altresì considerata ingannevole una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, induce o e' idonea ad indurre il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso e comporti:
a) una qualsivoglia attività di commercializzazione del prodotto che ingenera confusione con i prodotti, i marchi, la denominazione sociale e altri segni distintivi di un concorrente, ivi compresa la pubblicità comparativa illecita;
b) il mancato rispetto da parte del professionista degli impegni contenuti nei codici di condotta che il medesimo si e' impegnato a rispettare, ove si tratti di un impegno fermo e verificabile, e il professionista indichi in una pratica commerciale che e' vincolato dal codice.

3. E' considerata scorretta la pratica commerciale che, riguardando prodotti suscettibili di porre in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori, omette di darne notizia in modo da indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza.

4. E' considerata, altresì, scorretta la pratica commerciale che, in quanto suscettibile di raggiungere bambini ed adolescenti, può, anche indirettamente, minacciare la loro sicurezza.

Art. 22.
Omissioni ingannevoli

1. E' considerata ingannevole una pratica commerciale che nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, nonche' dei limiti del mezzo di comunicazione impiegato, omette informazioni rilevanti di cui il consumatore medio ha bisogno in tale contesto per prendere una decisione consapevole di natura commerciale e induce o e' idonea ad indurre in tal modo il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

2. Una pratica commerciale e' altresì considerata un'omissione ingannevole quando un professionista occulta o presenta in modo oscuro, incomprensibile, ambiguo o intempestivo le informazioni rilevanti di cui al comma 1, tenendo conto degli aspetti di cui al detto comma, o non indica l'intento commerciale della pratica stessa qualora questi non risultino già evidente dal contesto nonche' quando, nell'uno o nell'altro caso, ciò induce o e' idoneo a indurre il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

3. Qualora il mezzo di comunicazione impiegato per la pratica commerciale imponga restrizioni in termini di spazio o di tempo, nel decidere se vi sia stata un'omissione di informazioni, si tiene conto di dette restrizioni e di qualunque misura adottata dal professionista per rendere disponibili le informazioni ai consumatori con altri mezzi.

4. Nel caso di un invito all'acquisto sono considerate rilevanti, ai sensi del comma 1, le informazioni seguenti, qualora non risultino già evidenti dal contesto:
a) le caratteristiche principali del prodotto in misura adeguata al mezzo di comunicazione e al prodotto stesso;
b) l'indirizzo geografico e l'identità del professionista, come la sua denominazione sociale e, ove questa informazione sia pertinente, l'indirizzo geografico e l'identità del professionista per conto del quale egli agisce;
c) il prezzo comprensivo delle imposte o, se la natura del prodotto comporta l'impossibilità di calcolare ragionevolmente il prezzo in anticipo, le modalità di calcolo del prezzo e, se del caso, tutte le spese aggiuntive di spedizione, consegna o postali oppure, qualora tali spese non possano ragionevolmente essere calcolate in anticipo, l'indicazione che tali spese potranno essere addebitate al consumatore;
d) le modalità di pagamento, consegna, esecuzione e trattamento dei reclami qualora esse siano difformi dagli obblighi imposti dalla diligenza professionale;
e) l'esistenza di un diritto di recesso o scioglimento del contratto per i prodotti e le operazioni commerciali che comportino tale diritto.

5. Sono considerati rilevanti, ai sensi del comma 1, gli obblighi di informazione, previsti dal diritto comunitario, connessi alle comunicazioni commerciali, compresa la pubblicità o la commercializzazione del prodotto.

Art. 23.
Pratiche commerciali considerate in ogni caso ingannevoli

1. Sono considerate in ogni caso ingannevoli le seguenti pratiche commerciali:
a) affermazione non rispondente al vero, da parte di un professionista, di essere firmatario di un codice di condotta;
b) esibire un marchio di fiducia, un marchio di qualità o un marchio equivalente senza aver ottenuto la necessaria autorizzazione;
c) asserire, contrariamente al vero, che un codice di condotta ha l'approvazione di un organismo pubblico o di altra natura;
d) asserire, contrariamente al vero, che un professionista, le sue pratiche commerciali o un suo prodotto sono stati autorizzati, accettati o approvati, da un organismo pubblico o privato o che sono state rispettate le condizioni dell'autorizzazione, dell'accettazione o dell'approvazione ricevuta;
e) invitare all'acquisto di prodotti ad un determinato prezzo senza rivelare l'esistenza di ragionevoli motivi che il professionista può avere per ritenere che non sarà in grado di fornire o di far fornire da un altro professionista quei prodotti o prodotti equivalenti a quel prezzo entro un periodo e in quantità ragionevoli in rapporto al prodotto, all'entità della pubblicità fatta del prodotto e al prezzo offerti;
f) invitare all'acquisto di prodotti ad un determinato prezzo e successivamente:
1) rifiutare di mostrare l'articolo pubblicizzato ai consumatori, oppure
2) rifiutare di accettare ordini per l'articolo o di consegnarlo entro un periodo di tempo ragionevole, oppure
3) fare la dimostrazione dell'articolo con un campione difettoso, con l'intenzione di promuovere un altro prodotto.
g) dichiarare, contrariamente al vero, che il prodotto sarà disponibile solo per un periodo molto limitato o che sarà disponibile solo a condizioni particolari per un periodo di tempo molto limitato, in modo da ottenere una decisione immediata e privare i consumatori della possibilità o del tempo sufficiente per prendere una decisione consapevole;
h) impegnarsi a fornire l'assistenza post-vendita a consumatori con i quali il professionista ha comunicato prima dell'operazione commerciale in una lingua diversa dalla lingua ufficiale dello Stato membro in cui il professionista e' stabilito e poi offrire concretamente tale servizio soltanto in un'altra lingua, senza che questo sia chiaramente comunicato al consumatore prima del suo impegno a concludere l'operazione;
i) affermare, contrariamente al vero, o generare comunque l'impressione che la vendita del prodotto e' lecita;
l) presentare i diritti conferiti ai consumatori dalla legge come una caratteristica propria dell'offerta fatta dal professionista;
m) salvo quanto previsto dal decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e successive modificazioni, impiegare contenuti redazionali nei mezzi di comunicazione per promuovere un prodotto, qualora i costi di tale promozione siano stati sostenuti dal professionista senza che ciò emerga dai contenuti o da immagini o suoni chiaramente individuabili per il consumatore;
n) formulare affermazioni di fatto inesatte per quanto riguarda la natura e la portata dei rischi per la sicurezza personale del consumatore o della sua famiglia se egli non acquistasse il prodotto;
o) promuovere un prodotto simile a quello fabbricato da un altro produttore in modo tale da fuorviare deliberatamente il consumatore inducendolo a ritenere, contrariamente al vero, che il prodotto e' fabbricato dallo stesso produttore;
p) avviare, gestire o promuovere un sistema di promozione a carattere piramidale nel quale il consumatore fornisce un contributo in cambio della possibilità di ricevere un corrispettivo derivante principalmente dall'entrata di altri consumatori nel sistema piuttosto che dalla vendita o dal consumo di prodotti;
q) affermare, contrariamente al vero, che il professionista e' in procinto di cessare l'attività o traslocare;
r) affermare che alcuni prodotti possono facilitare la vincita in giochi basati sulla sorte;
s) affermare, contrariamente al vero, che un prodotto ha la capacità di curare malattie, disfunzioni o malformazioni;
t) comunicare informazioni inesatte sulle condizioni di mercato o sulla possibilità di ottenere il prodotto allo scopo d'indurre il consumatore all'acquisto a condizioni meno favorevoli di quelle normali di mercato;
u) affermare in una pratica commerciale che si organizzano concorsi o promozioni a premi senza attribuire i premi descritti o un equivalente ragionevole;
v) descrivere un prodotto come gratuito o senza alcun onere, se il consumatore deve pagare un supplemento di prezzo rispetto al normale costo necessario per rispondere alla pratica commerciale e ritirare o farsi recapitare il prodotto;
z) includere nel materiale promozionale una fattura o analoga richiesta di pagamento che lasci intendere, contrariamente al vero, al consumatore di aver già ordinato il prodotto;
aa) dichiarare o lasciare intendere, contrariamente al vero, che il professionista non agisce nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale, o presentarsi, contrariamente al vero, come consumatore;
bb) lasciare intendere, contrariamente al vero, che i servizi post-vendita relativi a un prodotto siano disponibili in uno Stato membro diverso da quello in cui e' venduto il prodotto.

SEZIONE II
PRATICHE COMMERCIALI AGGRESSIVE

Art. 24.
Pratiche commerciali aggressive

1. E' considerata aggressiva una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, mediante molestie, coercizione, compreso il ricorso alla forza fisica o indebito condizionamento, limita o e' idonea a limitare considerevolmente la libertà di scelta o di comportamento del consumatore medio in relazione al prodotto e, pertanto, lo induce o e' idonea ad indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

Art. 25.
Ricorso a molestie coercizione o indebito condizionamento

1. Nel determinare se una pratica commerciale comporta, ai fini del presente capo, molestie, coercizione, compreso il ricorso alla forza fisica, o indebito condizionamento, sono presi in considerazione i seguenti elementi:
a) i tempi, il luogo, la natura o la persistenza;
b) il ricorso alla minaccia fisica o verbale;
c) lo sfruttamento da parte del professionista di qualsivoglia evento tragico o circostanza specifica di gravità tale da alterare la capacità di valutazione del consumatore, al fine di influenzarne la decisione relativa al prodotto;
d) qualsiasi ostacolo non contrattuale, oneroso o sproporzionato, imposto dal professionista qualora un consumatore intenda esercitare diritti contrattuali, compresi il diritto di risolvere un contratto o quello di cambiare prodotto o rivolgersi ad un altro professionista;
e) qualsiasi minaccia di promuovere un'azione legale ove tale azione sia manifestamente temeraria o infondata.

Art. 26.
Pratiche commerciali considerate in ogni caso aggressive

1. Sono considerate in ogni caso aggressive le seguenti pratiche commerciali:
a) creare l'impressione che il consumatore non possa lasciare i locali commerciali fino alla conclusione del contratto;
b) effettuare visite presso l'abitazione del consumatore, ignorando gli inviti del consumatore a lasciare la sua residenza o a non ritornarvi, fuorche' nelle circostanze e nella misura in cui siano giustificate dalla legge nazionale ai fini dell'esecuzione di un'obbligazione contrattuale;
c) effettuare ripetute e non richieste sollecitazioni commerciali per telefono, via fax, per posta elettronica o mediante altro mezzo di comunicazione a distanza, fuorche' nelle circostanze e nella misura in cui siano giustificate dalla legge nazionale ai fini dell'esecuzione di un'obbligazione contrattuale, fatti salvi l'articolo 58 e l'articolo 130 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
d) imporre al consumatore che intenda presentare una richiesta di risarcimento del danno in virtù di una polizza di assicurazione di esibire documenti che non possono ragionevolmente essere considerati pertinenti per stabilire la fondatezza della richiesta, o omettere sistematicamente di rispondere alla relativa corrispondenza, al fine di dissuadere un consumatore dall'esercizio dei suoi diritti contrattuali;
e) salvo quanto previsto dal decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e successive modificazioni, includere in un messaggio pubblicitario un'esortazione diretta ai bambini affinche' acquistino o convincano i genitori o altri adulti ad acquistare loro i prodotti reclamizzati;
f) esigere il pagamento immediato o differito o la restituzione o la custodia di prodotti che il professionista ha fornito, ma che il consumatore non ha richiesto, salvo quanto previsto dall'articolo 54, comma 2, secondo periodo;
g) informare esplicitamente il consumatore che, se non acquista il prodotto o il servizio saranno in pericolo il lavoro o la sussistenza del professionista;
h) lasciare intendere, contrariamente al vero, che il consumatore abbia già vinto, vincerà o potrà vincere compiendo una determinata azione un premio o una vincita equivalente, mentre in effetti non esiste alcun premio ne' vincita equivalente oppure che qualsiasi azione volta a reclamare il premio o altra vincita equivalente e' subordinata al versamento di denaro o al sostenimento di costi da parte del consumatore.

CAPO III
APPLICAZIONE

Art. 27.
Tutela amministrativa e giurisdizionale

1. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, di seguito denominata "Autorità", esercita le attribuzioni disciplinate dal presente articolo anche quale autorità competente per l'applicazione del regolamento 2006/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori, nei limiti delle disposizioni di legge.

2. L'Autorità, d'ufficio o su istanza di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse, inibisce la continuazione delle pratiche commerciali scorrette e ne elimina gli effetti. A tale fine, l'Autorità si avvale dei poteri investigativi ed esecutivi di cui al citato regolamento 2006/2004/CE anche in relazione alle infrazioni non transfrontaliere. Per lo svolgimento dei compiti di cui al comma 1 l'Autorità può avvalersi della Guardia di finanza che agisce con i poteri ad essa attribuiti per l'accertamento dell'imposta sul valore aggiunto e dell'imposta sui redditi. L'intervento dell'Autorità e' indipendente dalla circostanza che i consumatori interessati si trovino nel territorio dello Stato membro in cui e' stabilito il professionista o in un altro Stato membro.

3. L'Autorità può disporre, con provvedimento motivato, la sospensione provvisoria delle pratiche commerciali scorrette, laddove sussiste particolare urgenza. In ogni caso, comunica l'apertura dell'istruttoria al professionista e, se il committente non e' conosciuto, può richiedere al proprietario del mezzo che ha diffuso la pratica commerciale ogni informazione idonea ad identificarlo. L'Autorità può, altresì, richiedere a imprese, enti o persone che ne siano in possesso le informazioni ed i documenti rilevanti al fine dell'accertamento dell'infrazione. Si applicano le disposizioni previste dall'articolo 14, commi 2, 3 e 4, della legge 10 ottobre 1990, n. 287.

4. In caso di inottemperanza, senza giustificato motivo, a quanto disposto dall'Autorità ai sensi dell'articolo 14, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, l'Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000,00 euro a 20.000,00 euro. Qualora le informazioni o la documentazione fornite non siano veritiere, l'Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000,00 euro a 40.000,00 euro.

5. L'Autorità può disporre che il professionista fornisca prove sull'esattezza dei dati di fatto connessi alla pratica commerciale se, tenuto conto dei diritti o degli interessi legittimi del professionista e di qualsiasi altra parte nel procedimento, tale esigenza risulti giustificata, date le circostanze del caso specifico. Se tale prova e' omessa o viene ritenuta insufficiente, i dati di fatto sono considerati inesatti. Incombe, in ogni caso, al professionista l'onere di provare, con allegazioni fattuali, che egli non poteva ragionevolmente prevedere l'impatto della pratica commerciale sui consumatori, ai sensi dell'articolo 20, comma 3.

6. Quando la pratica commerciale e' stata o deve essere diffusa attraverso la stampa periodica o quotidiana ovvero per via radiofonica o televisiva o altro mezzo di telecomunicazione, l'Autorità, prima di provvedere, richiede il parere dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

7. Ad eccezione dei casi di manifesta scorrettezza e gravità della pratica commerciale, l'Autorità può ottenere dal professionista responsabile l'assunzione dell'impegno di porre fine all'infrazione, cessando la diffusione della stessa o modificandola in modo da eliminare i profili di illegittimità. L'Autorità può disporre la pubblicazione della dichiarazione dell'impegno in questione a cura e spese del professionista. In tali ipotesi, l'Autorità, valutata l'idoneità di tali impegni, può renderli obbligatori per il professionista e definire il procedimento senza procedere all'accertamento dell'infrazione.

8. L'Autorità, se ritiene la pratica commerciale scorretta, vieta la diffusione, qualora non ancora portata a conoscenza del pubblico, o la continuazione, qualora la pratica sia già iniziata. Con il medesimo provvedimento può essere disposta, a cura e spese del professionista, la pubblicazione della delibera, anche per estratto, ovvero di un'apposita dichiarazione rettificativa, in modo da impedire che le pratiche commerciali scorrette continuino a produrre effetti.

9. Con il provvedimento che vieta la pratica commerciale scorretta, l'Autorità dispone inoltre l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 500.000,00 euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione. Nel caso di pratiche commerciali scorrette ai sensi dell'articolo 21, commi 3 e 4, la sanzione non può essere inferiore a 50.000,00 euro.

10. Nei casi riguardanti comunicazioni commerciali inserite sulle confezioni di prodotti, l'Autorità, nell'adottare i provvedimenti indicati nei commi 3 e 8, assegna per la loro esecuzione un termine che tenga conto dei tempi tecnici necessari per l'adeguamento.

11. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con proprio regolamento, disciplina la procedura istruttoria, in modo da garantire il contraddittorio, la piena cognizione degli atti e la verbalizzazione.

12. In caso di inottemperanza ai provvedimenti d'urgenza e a quelli inibitori o di rimozione degli effetti di cui ai commi 3, 8 e 10 ed in caso di mancato rispetto degli impegni assunti ai sensi del comma 7, l'Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l'Autorità può disporre la sospensione dell'attività d'impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.

13. I ricorsi avverso le decisioni adottate dall'Autorità sono soggetti alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Per le sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti alle violazioni del presente decreto si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nel capo I, sezione I, e negli articoli 26, 27, 28 e 29 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni. Il pagamento delle sanzioni amministrative di cui al presente articolo deve essere effettuato entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento dell'Autorità.

14. Ove la pratica commerciale sia stata assentita con provvedimento amministrativo, preordinato anche alla verifica del carattere non scorretto della stessa, la tutela dei soggetti e delle organizzazioni che vi abbiano interesse, e' esperibile in via giurisdizionale con ricorso al giudice amministrativo avverso il predetto provvedimento.

15. E' comunque fatta salva la giurisdizione del giudice ordinario in materia di atti di concorrenza sleale, a norma dell'articolo 2598 del codice civile, nonche', per quanto concerne la pubblicità comparativa, in materia di atti compiuti in violazione della disciplina sul diritto d'autore protetto dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, e dei marchi d'impresa protetto a norma del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, e successive modificazioni, nonche' delle denominazioni di origine riconosciute e protette in Italia e di altri segni distintivi di imprese, beni e servizi concorrenti.´┐Ż.

2. Al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante ´┐ŻCodice del consumo´┐Ż, dopo l'articolo 27, come modificato dal presente decreto legislativo, sono inseriti i seguenti:

´┐ŻArt. 27-bis (Codici di condotta). - 1. Le associazioni o le organizzazioni imprenditoriali e professionali possono adottare, in relazione a una o più pratiche commerciali o ad uno o più settori imprenditoriali specifici, appositi codici di condotta che definiscono il comportamento dei professionisti che si impegnano a rispettare tali codici con l'indicazione del soggetto responsabile o dell'organismo incaricato del controllo della loro applicazione.

2. Il codice di condotta e' redatto in lingua italiana e inglese ed e' reso accessibile dal soggetto o organismo responsabile al consumatore, anche per via telematica.

3. Nella redazione di codici di condotta deve essere garantita almeno la protezione dei minori e salvaguardata la dignità umana.

4. I codici di condotta di cui al comma 1 sono comunicati, per la relativa adesione, agli operatori dei rispettivi settori e conservati ed aggiornati a cura del responsabile del codice, con l'indicazione degli aderenti.

5. Dell'esistenza del codice di condotta, dei suoi contenuti e dell'adesione il professionista deve preventivamente informare i consumatori.

Art. 27-ter (Autodisciplina). - 1. I consumatori, i concorrenti, anche tramite le loro associazioni o organizzazioni, prima di avviare la procedura di cui all'articolo 27, possono convenire con il professionista di adire preventivamente, il soggetto responsabile o l'organismo incaricato del controllo del codice di condotta relativo ad uno specifico settore la risoluzione concordata della controversia volta a vietare o a far cessare la continuazione della pratica commerciale scorretta.

2. In ogni caso il ricorso ai sensi del presente articolo, qualunque sia l'esito della procedura, non pregiudica il diritto del consumatore di adire l'Autorità, ai sensi dell'articolo 27, o il giudice competente.

3. Iniziata la procedura davanti ad un organismo di autodisciplina, le parti possono convenire di astenersi dall'adire l'Autorità fino alla pronuncia definitiva, ovvero possono chiedere la sospensione del procedimento innanzi all'Autorità, ove lo stesso sia stato attivato anche da altro soggetto legittimato, in attesa della pronuncia dell'organismo di autodisciplina. L'Autorità, valutate tutte le circostanze, può disporre la sospensione del procedimento per un periodo non superiore a trenta giorni.

Art. 27-quater (Oneri di informazione). - 1. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato e le associazioni o le organizzazioni imprenditoriali e professionali di cui all'articolo 27-bis, comunicano periodicamente al Ministero dello sviluppo economico le decisioni adottate ai sensi del presente titolo.

2. Il Ministero dello sviluppo economico provvederà affinche' sul proprio sito siano disponibili:
a) le informazioni generali sulle procedure relative ai meccanismi di reclamo e ricorso disponibili in caso di controversie, nonche' sui codici di condotta adottati ai sensi dell'articolo 27-bis;
b) gli estremi delle autorità, organizzazioni o associazioni presso le quali si possono ottenere ulteriori informazioni o assistenza;
c) gli estremi e la sintesi delle decisioni significative riguardo a controversie, comprese quelle adottate dagli organi di composizione extragiudiziale.´┐Ż.

3. La rubrica della parte II del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo, e' sostituita dalla seguente: ´┐ŻEducazione, informazione, pratiche commerciali, pubblicita´┐Ż.

4. Le denominazioni ´┐Żcapo III´┐Ż e ´┐Żsezione I´┐Ż del titolo III della parte II del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo, sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: ´┐Ż titolo IV´┐Ż e ´┐Żcapo I´┐Ż.

5. All'articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, la parola: ´┐Żsezione´┐Ż e' sostituita dalla seguente: ´┐Żcapo´┐Ż.

Art. 2.
Fornitura non richiesta nei contratti a distanza

1. L'articolo 57 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e' sostituito dal seguente:

´┐ŻArt. 57 (Fornitura non richiesta). - 1. Il consumatore non e' tenuto ad alcuna prestazione corrispettiva in caso di fornitura non richiesta. In ogni caso l'assenza di risposta non implica consenso del consumatore.
2. Salve le sanzioni previste dall'articolo 62, ogni fornitura non richiesta di cui al presente articolo costituisce pratica commerciale scorretta ai sensi del titolo III, capo II.´┐Ż.

Art. 3.
Servizi non richiesti nella commercializzazione a distanza di servizi finanziari

1. L'articolo 14 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 190, e' sostituito dal seguente:

´┐ŻArt. 14 (Servizi non richiesti) - 1. Il consumatore non e' tenuto ad alcuna prestazione corrispettiva in caso di fornitura non richiesta. L'assenza di risposta non implica consenso del consumatore.

2. Salve le sanzioni previste dall'articolo 16, ogni servizio non richiesto di cui al presente articolo costituisce pratica commerciale scorretta ai sensi del titolo III, capo II del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante "Codice del consumo".´┐Ż.

Art. 4.
Regolamento di attuazione

1. Il regolamento previsto dall'articolo 27, comma 11, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante ´┐ŻCodice del consumo´┐Ż, e' emanato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

Art. 5.
Disposizioni finali

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo gli articoli 5, comma 1, e 7, della legge 17 agosto 2005, n. 173, recante disciplina della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali, sono abrogati nella parte in cui riguardano forme di vendita piramidali tra consumatori e professionisti come definite all'articolo 23, comma 1, lettera p), del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo in cui e' previsto o ipotizzabile un contributo da parte di un consumatore come definito dall'articolo 18, comma 1, lettera a), del predetto codice. I suddetti articoli 5, comma 1, e 7, restano applicabili pertanto alle forme di promozione piramidale che coinvolgano qualsiasi persona fisica o giuridica che agisce nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale.

Art. 6.
Neutralità finanziaria

1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.







Copyright www.iusreporter.it
Ricerca giuridica e diritto delle nuove tecnologie
Note legali
Testi senza carattere di ufficialità

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1

Per commentare clicca qui!

A cura dell'Avv. Giuseppe Briganti
Seguici!

utenti nel sito

Share |



Cerca per parola chiave
 

Cerca nell'archivio completo

Collabora anche tu con Iusreporter.it!

Pubblica i tuoi articoli e le tue segnalazioni!
Una buona occasione per farsi conoscere su Internet!

Per le case editrici

_________________

Guidamediazionecivile.it: la tua guida on-line sulla mediazione civile! Tutte le informazioni sul nuovo istituto e sugli organismi di conciliazione e gli enti di formazione. Diventa conciliatore - Collabora con un organismo di conciliazione - Avvia una procedura di mediazione, anche on-line
Mediazione civile: vuoi diventare conciliatore? Scopri i migliori corsi segnalati da guidamediazionecivile.it!
______________________

Libri

Guida alla mediazione in materia civile e commercialeLa mediazione in materia civile e commerciale
Guida breve al Decreto legislativo 28/2010
E-book di Giuseppe Briganti
Scaricalo su Lulu

Prevenzione e risoluzione creativa dei problemi legaliAvvocato non solo "guerriero"
altri approcci possibili per un avvocato "multidimensionale"
E-book di Giuseppe Briganti
Scaricalo gratuitamente su Lulu

Guida al Codice del Consumo di Giuseppe BrigantiGuida al Codice del Consumo
La tutela del consumatore tra nuove frontiere e vecchi confini
Libro di Giuseppe Briganti
Informazioni



Il tuo libro segnalato qui!
I libri di Iusreporter: Iusreporter book
La libreria di Iusreporter su Google




Powered by Disqus

 

 

Titolo
IRblog - Il blog di Iusreporter.it
Avvocatlog - La rete sociale degli avvocati italiani
Studio Legale Avv. Giuseppe Briganti

Titolo

La tua e-mail:

Fornito da FeedBurner





ę Iusreporter.it - www.iusreporter.it
Note Legali
Tutela della Privacy
Contatti

Sezione di Iusreporter.it curata da Giuseppe Briganti
STUDIO LEGALE Avvocato GIUSEPPE BRIGANTI (Pesaro - Urbino)



Feed di IRblog




IRdoc - biblioteca e formazione giuridica



Il feed RSS di IRdoc Il feed RSS di IRdoc
21/04/2014 @ 1.54.58
script eseguito in 125 ms